Il sambuco

Passeggiando in campagna in questo periodo capita di essere catturati da un profumo inebriante, dolce e delicato che si diffonde nell’aria tiepida, proviene dai fiori di un arbusto prezioso: il sambuco.

Il sambuco (Sambucus nigra) ama vivere dove il contenuto di azoto risulta alto, vicino a edifici o allevamenti o ovunque il terreno sia stato arricchito da sostanza organica per la presenza delle attività antropiche. Il sambuco, però, è comune anche nelle formazioni naturali, nelle siepi campestri e ai margini dei boschi dove l’ambiente è piuttosto umido.
Le foglie composte da 5-7 foglioline dentate rendono facilmente riconoscibile l’arbusto anche quando mancano fiori o frutti, infatti sfregandole emanano un caratteristico e sgradevole odore.
Il sambuco, se cresce isolato e ha luce e spazio a disposizione, può cambiare portamento da cespuglioso a piccolo albero e raggiungere anche diversi metri di altezza.
La corteccia è bruna, spessa e suberosa. Il midollo all’interno dei rami è bianco, spugnoso, facilmente asportabile. Fin dalla preistoria i rametti, ripuliti del midollo, vennero utilizzati per creare flauti, fischietti, cerbottane o tubicini dalle molteplici funzioni.

I fiorellini, color bianco-crema, sono raccolti in corimbi (infiorescenza simile al grappolo, ma con i peduncoli fiorali di lunghezza diversa in modo che i singoli fiori raggiungano tutti la stessa altezza) appiattiti ed attraggono molte api per il loro dolce nettare. Le deliziose infiorescenze non piacciono solo agli insetti, ma sono apprezzati fritti in pastella, oppure per fare tisane e tè, e anche utilizzati per preparare un ottimo sciroppo rinfrescante.
L’aperitivo conosciuto comunemente come “Hugo” si prepara mescolando il prosecco, l’acqua frizzante con lo sciroppo di sambuco.

I frutti del sambuco sono piccole bacche nero-bluastre portate in infruttescenze pendule. Possono essere utilizzate per preparare marmellate e composte oppure per colorare, date le proprietà tintorie. Gli uccelli ne mangiano in grandi quantità e ne favoriscono la disseminazione. Le bacche e i fiori sono ricchi di vitamina C per cui nella farmacopea popolare venivano utilizzati per curare tosse, febbre e raffreddore.

Il sambuco raramente si trova nei giardini perchè oggi non viene considerato un arbusto degno di valore estetico e ornamentale. Un tempo, tuttavia, in tutta l’Europa centrale, veniva considerata come pianta sacra e protettrice delle abitazioni perciò averlo vicino a casa era considerato di buon auspicio.