La salvia dei prati

Sui prati assolati si possono vedere, in questi giorni, delle spighe viola, bellissime, che si stagliano alte superando spesso tutte gli altri fiori attorno...

E' la Salvia dei prati o Salvia selvatica (Salvia pratensis), una pianta perenne, aromatica, spontanea, cugina della più nota Salvia officinalis.
La si può incontrare su prati e pascoli magri, radure, luoghi asciutti e soleggiati dalla pianura fino a circa 1500 metri di altitudine.
Il suo nome deriva dalla parola latina salvus - che significa sano, salvo- con chiaro riferimento alle proprietà medicinali di questa pianta.
Infatti dalle sommità dei fiori e delle foglie si possono ricavare tisane toniche e corroboranti, o prodotti erboristici con proprietà sedative, ipotensive, ansiolitiche digestive.

Era un' erba sacra per i Romani, che pensavano addirittura potesse curare i morsi di serpente se raccolta in un determinato modo. Considerata una panacea dai Galli (dal greco pan = tutto e akéomai = curare), perfino Ippocrate, il padre della medicina, ne consigliava l'uso nelle ferite.
Insieme a origano, melissa, basilico, rosmarino etc appartiene alla famiglia delle Lamiacee, dai tipici fiori labiati che la salvia possiede in infiorescenze simili a spighe, che sbocciano di norma da maggio a settembre.

Quest'anno, dato un inverno anomalo e una primavera precoce, sono già in fioritura nelle zone collinari trevigiane.
La forma particolare della corolla fa si che, posandosi sul fiore, l'insetto azioni un particolare meccanismo che fa richiudere i due stami sul dorso dell'animale cospargendolo di polline. Visitando il fiore successivo con tutto il dorso impollinato, potrà avvenire l'impollinazione. Tale meccanismo è azionato sopratutto dai bombi.
Il fusto della salvia e un pò peloso e a sezione quadrangolare... provate a toccarlo con gli occhi chiusi e sentirete la particolarità al tatto. Dovesse essere spezzato, emana un odore intenso, aromatico, non proprio gradevole.

Tutti in cucina conosciamo le proprietà e l'uso della cugina più famosa coltivata, ma molti forse non sanno che anche i fiori e le foglie di questa pianta spontanea possono essere usati allo stesso modo, avendo un gusto molto più delicato.
Delicato è anche il miele prodotto, davvero buonissimo e poco conosciuto.
La prossima volta quindi che passeggiando sulle nostre colline avrete la fortuna di incontrare la salvia selvatica, osservatela con occhi diversi e ammiratela non solo per la sua bellezza, ma anche per i suoi mille usi!